domenica 30 dicembre 2012

Pyongyang Racer: Una tragicomica realtà Nordcoreana

L'industria dei videogiochi nonostante la crisi è un settore in crescita e come tutti i settori in crescita si sta espandendo anche in stati che non hanno mai prodotto niente di simile. Bene direte voi, dopotutto in questo modo oltre a offrire nuovi posti di lavoro si possono trovare anche dei nei nuovi capolavori. Basti pensare alle software house dell'est Europa che nell'ultimo periodo hanno saputo creare dei titoli altamente competitivi. Purtroppo oggi non parleremo di questi casi ma parleremo del primo gioco prodotto nella Repubblica Popolare di Corea.



Prima di passare a Pyongyang Racer ovvero il gioco in sé parliamo un po' dello stato dove è stato prodotto. Sentendo la parola Corea molti di voi avranno fatto l'associazione a: Pro gaming, Mmorpg orrendi gratuiti e Gangnam Style. Quella è la Corea del Sud, un posto in forte crescita economica e abbastanza avanzato tecnologicamente. La Repubblica Popolare di Corea meglio nota come Corea del Nord è invece un po' diversa.


Ok scherzi a parte, la Corea del Nord è uno stato fortemente oppresso dal suo governo dittatoriale ed è considerato da Amnesty International uno degli stati con meno riguardo dei diritti umani. Nonostante ciò per lanciare il turismo (anch'esso fortemente limitato) è stato reso disponibile online il gioco Pyongyang Racer ovvero un racing game che dovrebbe mostrare le belle visuali di Pyongyang. Il gioco è gratuito e sarebbe possibile giocarci tramite questo link, tuttavia è da diverso tempo che il link in questione non funziona più. Non preoccupatevi, come avreste potuto intuire non vi siete persi il gioco dell'anno e in ogni caso ci penseremo noi di Gaming Mole a raccontarvi le varie caratteristiche di questo titolo.


Pyongyang Racer è scarso sotto tutti i punti di vista: la grafica può competere col Sega Saturn, la giocabilità è praticamente inesistente e la musica, beh, è musica popolare coreana e ho detto tutto.
Nonostante ciò il gioco cela una triste ironia, una drammatica ironia che forse i programmatori hanno inserito volutamente e il governo non ha notato. Se guardate i video del gioco noterete che la macchina del giocatore è l'unico veicolo funzionante in tutta la città, le altre macchine sono ferme. Questo sarebbe un problema se la simulazione fosse ambientata a Los Angeles ma a Pyongyang secondo gli osservatori esterni è proprio così! Quasi nessun cittadino è in grado di permettersi un auto e quei pochi che possono devono fare i conti con la scarsità del carburante, cosa che è un problema anche nel gioco visto che tocca raccoglierlo in giro per la strada per evitare di fermarsi.


In questa desolata città l'unico contatto umano possibile sarà con la figura della vigilessa (una “particolarità” del luogo) ma che con grande severità non farà altro che dirvi di seguire le regole e rigare dritto. Tutto questo contornato da glitch grafici che fanno pensare che tutto crollerà da un momento all'altro, e dopo l'ennesimo frustrante giro speri davvero accada proprio così.

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