mercoledì 28 settembre 2011

Gamers? Persone che non sanno distinguere la realtà dalla fantasia!


Nemmeno Freud saprebbe spiegarmi, perché la notte sogno di aumentare le armi” cantava Caparezza in una canzone contenente espliciti riferimenti ai videogiochi, eppure una recente ricerca condotta dall'università di Stoccolma e l'università di Nottingham sembra spiegare molto bene la deviata psicologia del gamer.
La ricerca (pubblicata nel numero di luglio-settembre dell'International Journal of Cyber Behaviour, Psychology and Learning) si sarebbe basata sul dimostrare gli effetti a lungo termine causati dai videogame, effetti molto gravi considerando i risultati. Emerge infatti che i giocatori abituali hanno difficoltà a distinguere il mondo reale da quello virtuale integrando così quest'ultimo nella vita di tutti i giorni.
In occasione di questa grande scoperta è stato perfino coniato un nuovo termine ovvero Game Transfer Phenomena (GTP), probabilmente quello che vi diagnosticherà il vostro psicanalista quando gli direte che vedete la barra dell'energia sopra la testa delle persone.

Interessante, ma mi dica perchè usa tanto quel joystick dalla forma fallica?
Ma come si è giunti a questa importante conclusione? Semplice, con un campione di 42 persone tra i 15 e 21 anni! Ma perché solo 42? Certo il numero è la risposta “alla vita, l'universo e tutto quanto” (cit) ma non è assolutamente un campione accettabile per dimostrare un esperimento del genere, inoltre tra questi 42 prescelti non sembra esserci stato nessun comportamento abbastanza grave da giustificare la diagnosi di GTP. Ad esempio uno dei soggetti intervistati ha ammesso che gli sarebbe piaciuto prendere qualcosa dal frigo con la gravity gun di Half Life 2, un altro ha raccontato di quando ha cercato il suo fratellino in mezzo a una folla di persone e avrebbe voluto la funzione “cerca” come in World of Warcraft.
Queste cose io non le chiamo GTP, io le chiamo semplicemente sognare e penso che l'immaginazione sia una cosa fondamentale per l'essere umano che poi venga stimolata dai videogiochi non importa. Un esperimento del genere si sarebbe potuto fare anche con film o libri e avrebbe dato lo stesso risultato ma si sa prendersela con i videogiochi sta diventando un usanza ben radicata questo anche grazie all'ignoranza di molte persone che con tanta facilità giudicano superficialmente ogni situazione.

Pagina del quotidiano inglese "The Metro" riguardante la ricerca sul GTP
Con questo non voglio dire che i videogiochi non possono essere dannosi (purtroppo è anche vero che esiste gente che prende i giochi troppo seriamente) ma è anche sbagliato farne un capro espiatorio atto a giustificare problemi ben più profondi.

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